La coltivazione dell’aglio bianco polesano vanta una lunga tradizione
che risale agli inizi dell’Ottocento, anche se in realtà i primi
accenni di tale coltura risalgono ai Romani. Nel corso degli anni la
sua importanza per l’economia del polesine è cresciuta notevolmente
tanto che oggi nella zona si produce circa il 90% dell’aglio veneto e
il 60% del prodotto nazionale. Per questo motivo l’aglio viene anche chiamato l’oro bianco del Polesine.
Nel maggio del 2009 la domanda di riconoscimento del
marchio DOP è stata
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. In assenza di
osservazioni da parte degli Stati Membri il prodotto sarà registrato
nell’elenco delle Denominazioni e protetto a tutti gli effetti come DOP.
L’aglio bianco polesano si differenzia dall’aglio prodotto in altre
aree e in altri paesi per le
caratteristiche organolettiche, per la
lunga conservabilità e per il
particolare aroma.
Secondo il
disciplinare di produzione è “una pianta con bulbi di colore bianco
brillante uniforme data l’assenza di striature di altro colore, di
forma regolare e compatta, leggermente appiattiti nel punto di
inserimento dell’apparato radicale. Le foglie, lanceolate e strette
hanno una colorazione verde/azzurra, il bulbo deve essere di
forma rotondeggiante - regolare con un leggero appiattimento della
parte basale, di colore bianco lucente.”
L’area del Polesine, grazie alla presenza di
suoli fertili, frutto
delle inondazioni ed esondazioni dei fiumi Po e Adige che si sono
susseguite nel corso degli anni, è terreno ideale per questa produzione
di pregio. Queste aree sono anche ricche di elementi chimici quali
fosforo e potassio che contribuiscono al miglioramento qualitativo dei
bulbi, influenzano la conservabilità e, nel caso del potassio, il
colore bianco del prodotto.
I
comuni interessati alla produzione di questa coltura sono: Adria,
Arquà Polesine, Bosaro, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Ceregnano,
Costa, Crespino, Fiesso Umbertiano, Frassinelle, Fratta, Gavello,
Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Occhiobello, Papozze, Pettorazza,
Pincara, Polesella, Pontecchio, Rovigo, S.Bellino, S.Martino di
Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo, Villanova
Marchesina.
A questa produzione tradizionale è stata anche dedicata una festa: la
“
Festa dell’Aglio Polesano” che si tiene in estate presso il Castello
di Arquà Polesine in cui vengono proposti piatti a base di aglio:
spaghetti aglio e acciughe, bruschetta con l’aglio, salsiccia con
l'aglio cotta alla piastra e salame con l'aglio.