La storia dell’uomo nell'area del Delta del Po si sovrappone all'evoluzione del corso del grande fiume Po. Le prime tracce dell’uomo nel territorio risalgono all’epoca preistorica, oltre 5.000 anni fa, dopo che le glaciazioni avevano riempito di detriti la pianura rendendo così possibile l’insediarsi delle prime abitazioni.
XVIII-X sec. a.C.
I più importanti resti di insediamenti umani risalgono all’età del Bronzo, ma è probabile che testimonianze più antiche siano state sepolte dalle numerose alluvioni che si sono scatenate nel corso dei secoli. All’epoca la civiltà paleo-veneta di Polada costruiva le proprie abitazioni su palafitte nelle vicinanze dei corsi d’acqua, come dimostrano i ritrovamenti a Cànar, vicino a S. Pietro in Polesine. Altri ritrovamenti ci sono stati a ci sono stati a Castelnovo Bariano, Sarzano e Adria.
VI - III a.C.
In seguito ad un periodo di decadenza del territorio, avvenuto tra il IX e il VI secolo, ci fu un inversione di tendenza e l'area tornò a ripopolarsi grazie all’arrivo di popolazioni paleovenete e genti greche ed etrusche. All’epoca Adria era un importante porto fluviale che divenne centro di commerci tra l’Egeo e il Nord Europa, in seguito sostituita dalla città di Spina che in breve tempo prese il sopravvento nel commercio sull’Adriatico.
Agli Etruschi dobbiamo le prime opere di bonifica: i primi interventi sul sistema idrografico riguardarono lo scavo di fosse per favorire il deflusso delle acque stagnanti dalle zone più basse del territorio.
Intorno al IV secolo l’arrivo dei Galli pose fine agli interventi sul territorio e rallentò notevolmente i traffici commerciali: era l’inizio di un periodo di instabilità che favorì l’occupazione del territorio da parte dei Romani.
II sec a.C. – III secolo d.C.
L’occupazione romana del territorio del Delta del Po si tradusse nella costruzione di colonie (la prima delle quali fu Aquileia nel 181), nella costruzione di un complesso sistema stradale e in opere di bonifica. Grazie agli interventi idraulici fu creata la centuriazione del territorio da coltivare, le cui tracce si possono riscontrare ancora oggi sulla strada che da Rovigo porta ad Adria.
Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente iniziò un periodo di crisi che si tradusse con l’abbandono di molti centri abitati e con la fine degli interventi di tutela e salvaguardia del territorio. Ne conseguirono il crollo del sistema economico, l'alluvionamento e l'impaludamento delle zone vallive e l'accrescersi di selve e boschi.
IV – IX sec d.C.
Dopo l’abbandono delle terre da parte dei romani furono i Bizantini a proseguire l’opera di manutenzione dell’apparato idraulico. Ben presto però dovettero affrontare l’avanzata dei Longobardi che, insieme alle grandi alluvioni del periodo (imponente quella del 589), sconvolgono il territorio.
IX – XIV sec d.C.
E’ il periodo degli insediamenti benedettini grazie ai quali vennero intraprese importanti opere di bonifica. Nascono quindi i primi centri religiosi, come l’Abbazia della Vangadizza, tutt’ora esistente. Ma questa è anche l’epoca degli scontri tra gli Estensi, i Veneziani, gli Scaligeri ed i Ferraresi per il controllo del territorio del Delta.
XV – XVII sec d.C.
Inizia l’epoca veneziana e con essa riprendono i grandi interventi idraulici, il più importante dei quali è il Taglio di Porto Viro per spostare il flusso d’acqua fuori dalla laguna, intervento che ridisegnò l'assetto del Delta portandolo ad essere quello che è oggi. Vennero costruiti palazzi, ville e corti rurali. Il ‘700 vede anche l’invasione austriaca del Delta.
XVIII ad oggi
L’annessione del Veneto all’Italia segnò l’inizio di un periodo di instabilità sociale ed economica, aggravato dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale e dall’alluvione del 1951. Gli anni 60, sebbene segnati da un’altra grande alluvione, furono interessati, grazie alla riforma agraria e alle bonifiche del territorio, da una ripresa generale che interessò tutti i settori economici e che consentì a tutti gli abitanti dell’area di godere di una certe ricchezza.